Il telescopio di Horn

L'astronomo che ha progettato il Futuro
Astronomo triestino di origine ebraica, Guido Horn d’Arturo fu l’inventore del telescopio a tasselli un balzo tecnologico che ha modernizzato l’osservazione astronomica. Negli anni del fascismo fu costretto a interrompere la sua attività scientifica per colpa delle leggi razziali. 

Ora la sua città natale gli dedica una mostra che si inaugura mercoledì 6 marzo alle 18 presso lo spazio Trieste Città della Conoscenza, mostra che rimarrà aperta dal 06.03.2019 al 28.03.2019

Horn passa i primi anni della sua vita a Trieste, poi studia fra Graz e Vienna. Dopo aver fatto ricerca all’Osservatorio astronomico di Trieste e a quello di Catania, diventa direttore dell’Osservatorio di Bologna. Qui resta per tutta la sua vita, se si eccettua una tragica parentesi di sei anni, quelli delle persecuzioni nazifasciste che lo colpiscono per la sua origine ebraica.

Il suo più grande contributo allo studio degli astri è un nuovo tipo di telescopio, frutto di una geniale intuizione. Lo stratagemma di comporre un mosaico fatto da piccoli specchi tutti uguali ha reso infatti possibile produrre grandissime lenti, superando i limiti di dimensione imposti dall’avere una superficie riflettente unitaria. I telescopi così diventano molto più potenti, e questa tecnica è più che mai fondamentale oggi. Un esempio di telescopio pensato con questo approccio è Elt, l’Extremely Large Telescope dell’Eso (lo European Southern Observatory), in costruzione nel deserto di Atacama, in Cile, con uno specchio di ben 39 metri di diametro.

All’inaugurazione della mostra interverrà Roberto Gilmozzi dell’Eso, principal investigator di Elt, che in un breve intervento racconterà l’attualità dell’idea di Horn e come questa sia cruciale per lo strumento che si sta costruendo. Parleranno anche Vincenza Maugeri, direttrice del Museo Ebraico di Bologna, Simona Cerrato di Sissa Medialab e il direttore dell’Osservatorio astronomico dell’Inaf di Trieste Giovanni Vladilo.

Il giorno successivo, giovedì 7 marzo ,ore 11:30 presso sede INAF-OATs di Villa Bazzoni in via Bazzoni 2, Gilmozzi terrà una conferenza dal titolo: Measuring the heavens: from the human eye to ELTs
Il seminario, seppur di carattere tecnico, è aperto al pubblico e si terrà in lingua inglese.

Mercoledì 13 marzo, alle 18, presso gli spazi di Trieste CIttà delle Conoscenza, con Fabrizio Bonoli, storico dell’Università di Bologna, si approfondiranno gli aspetti storici della vita di Horn in un incotro dal titolo: Guido Horn d'Arturo e il telescopio a tasselli, progenitore dei moderni grandi telescopi

Giovedì 14 marzo, questa volta presso la Casa della Musica, alle 18.30, ci sarà lo spettacolo La musica dei pianeti, gli astri di Guido Horn d’Arturo, che alternerà musica e letture.
Spettacolo con testi, musiche e video di e con Emanuela Marcante e Daniele Tonini 

Mercoledì 20 marzo, sempre alle 18, di nuovo allo spazio Trieste Città della Conoscenza: Da un esagono all'esplorazione virtuale, protagonista la realtà virtuale.
il pubblico guidato da Giulia Iafrate del INAF - Osservatorio Astronomico di Trieste, avrà a disposizione dei visori 3D con i quali potrà esplorare l’osservatorio Elt, immerso nelle montagne cilene. 

Mercoledì 27 marzo chiude la serie di appuntamenti una conferenza con Francesca Matteucci, astrofisica dell’Università di Trieste, sull’origine degli elementi chimici partendo da due date importanti: il centennale dalla nascita di Primo Levi, che oltre a essere un grande scrittore è stato anche un chimico, e i 150 dall’ideazione della tavola periodica degli elementi di Mendeleev.
la conferenza dal titolo: Omaggio a Primo Levi e Dmitri Mendeleev: l'origine degli elementi nell'Universo
si terrà alle ore 18 presso gli spazi di Trieste Città della Conoscenza